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Lo studio di Caravaggio attraverso la riproposizione dei suoi dipinti in “tableaux vivants” – Classe IV D (A.s. 2021/2022)

Trovo estremamente interessante, dal punto di vista della didattica dell’arte, la creazione di “quadri viventi”, i famosi tableaux vivants sui quali si è cimentato anche Pasolini con le sue celebri riproposizioni dei manieristi Pontormo e Rosso Fiorentino, nel film “La ricotta”.Penso che per fare un tableau vivant occorra entrare pienamente nello spirito dell’opera, capirne gli spazi, comprenderne le pose, riviverne l’atmosfera. Potremmo definirlo un’azione di “learning by doing” in tutto e per tutto!

Così ha spiegato la sua scelta metodologica la professoressa Margherita Mazzenga, insegnante della classe IVD del Liceo scientifico Leonardo da Vinci. Fondamentale lo studio approfondito dell’opera, ma avvicinarsi così ai grandi artisti è indiscutibilmente anche molto divertente! I liceali hanno realizzato un misto tra fotomontaggio e tableau vivant sulla produzione artistica di Caravaggio, riproducendo l’opera esattamente come è, oppure provando a rielaborarla in base a quanto loro stessi volessero esprimere attraverso questa modalità.  

La prima opera reinterpretata è una grande tela realizzata da Caravaggio a cavallo del 1600 insieme ad altre due che narrano la vocazione, l’attività e il martirio di San Matteo. Si trova nella Cappella Contarelli presso la Chiesa di San Luigi de’ Francesi, a Roma, e mostra l’entrata di Cristo in una sorta di taverna dove l’esattore Matteo conta i denari con altri uomini. La mano di Gesù, un omaggio alla Creazione di Michelangelo, entra nel cono di luce a rendere più imperiosa la chiamata del futuro apostolo. Gli autori sono gli studenti: Bastianelli Miriana, Coletta Mattia, Cucchi Alessio, Iaquone Federico, Pizzuti Mirco, Seferi Endri, Tramontozzi Chiara.

Ma Caravaggio non si occupò solo di soggetti biblici. Alcuni quadri, infatti, non sono né mitologici, né a tema religioso. È il caso delle cosiddette “scene di genere”, dipinti nei quali è rappresentato un momento di vita quotidiana.

Ne “I bari” (1594) l’artista ritrae tre persone mostrando, attraverso il gioco di sguardi, tutti i sotterfugi che stanno avvenendo all’insaputa del giocatore di sinistra.

Gli studenti Galante Giulia, Montanaro Ginevra e Tersigni Jacopo hanno rivisitato l’ambientazione del dipinto cercando, però, di riproporne l’atmosfera e hanno dato vita all’opera “I Bari…in una scuola italiana”.

I ragazzi hanno studiato approfonditamente i costumi e i particolari del dipinto, scegliendo di riproporre alcuni dettagli e modificandone, invece, degli altri per far risaltare contemporaneamente i riferimenti al dipinto originale e l’ambientazione attuale. 

Nuovamente a tema religioso è “la Cena di Emmaus” (1601). Riprodotta la prima versione, quella attualmente esposta alla National Gallery di Londra.

Come in tutte le tele del Caravaggio, la luce gioca un ruolo fondamentale. Contrapponendosi al buio più fitto, colpisce e scolpisce figure, gesti ed espressioni creando effetti particolarmente teatrali. L’ambiente, sempre avvolto nella penombra, è leggermente rischiarato da un fascio di luce laterale che proietta l’ombra dell’uomo in piedi accanto a Cristo. I ragazzi hanno studiato attentamente e riprodotto questa luce non come fotomontaggio, ma usando vere fonti di luce.

L’emozione è palese: i due discepoli hanno riconosciuto Gesù (che era già risorto) dall’atto di benedire il pane ed esprimono il loro immenso stupore l’uno nello scatto dalla sedia e l’altro nell’apertura improvvisa delle braccia. Gli studenti che hanno interpretato il dipinto sono: Spica Matteo, Iacobone Lucia, Iaquone Emma e Carugno Giulia

Ancora a tema religioso la “Cena di Emmaus”, nella seconda versione dipinta da Caravaggio nel 1606. Qui il pittore sembra aver abbandonato la spettacolarità e la cura dei dettagli a favore di un approccio più sobrio e spirituale. Niente tavola imbandita, solo pochi, sporadici oggetti. E’ ancora la luce a rivelare il senso più profondo dell’opera. Gli studenti hanno riproposto questa atmosfera mesta e cupa, accentuandone il senso grazie a una contestualizzazione chiara: siamo in epoca “Covid”, tutti indossano la mascherina per evitare i contagi, e addirittura Gesù deve mostrare il green pass all’oste, mentre una delle commensali ha in mano il disinfettante! Opera realizzata dalle studentesse  Alonzi Martina, Caruso Giada, Fantauzzi Sabrina, Rotondo Lucrezia e Vassallo Asia.

“La Resurrezione di Lazzaro” è un dipinto di Caravaggio, in olio su tela, realizzato nel 1609. L’opera è conservata al Museo Regionale di Messina. Raffigura l’episodio tratto dal Vangelo di Giovanni. Interpretato pienamente il pathos che scaturisce dall’opera di Caravaggio. Autori dell’interpretazione sono gli studenti: Niccolò Camilli, Giulia Certa, Davide Di Stefano, Tommaso Giannetti, Rocco Pasquarelli, Gabriele Pulsinelli, Stefano Roscilli Zaffiri, Alessandro Rossi.

“I risultati sono stati eccellenti! Loro, ragazzi e ragazze, formidabili, fenomenali, originali”, aggiunge la professoressa soddisfatta. 

La redazione

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