LO SPORT AL TEMPO DEL COVID-19

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Come tutti sappiamo, nel mondo lo sport occupa una parte importante nella vita di tutti, ma in questo periodo, purtroppo, non si può praticare in nessuna forma, neppure individuale, a causa di un virus che ci ha rinchiuso in casa.
Molte federazioni hanno deciso di interrompere i campionati e i tornei, sono state rimandate di un anno le olimpiadi di Tokyo e gli Europei di calcio; l’unica federazione che ancora discute sul da farsi è la FIGC (Federazione Italiana Gioco Calcio), ma solo per il campionato di serie A, per motivazioni che nulla hanno a che fare con il gioco, ma sono di natura economica. Io, da appassionato, vorrei che riprendesse ( anche perché è stato interrotto solo quando la Juve è tornata in testa, guarda caso), però mi chiedo: se gli altri sport non riprendono perché non c’è una sicurezza, perché dovrebbe riprendere il calcio? I giocatori godono di un’immunità di cui non sappiamo nulla?
Più che discutere della serie A, la Federazione, a mio parere, dovrebbe interessarsi dello sport amatoriale, anche quello praticato semplicemente sotto casa e che ci coinvolge più da vicino.
Lo sport è prima di tutto divertimento, è amicizia, è condivisione, sarebbe necessario chiedersi quando tutto questo finirà e quando si potrà tornare a vivere lo sport in questo modo, ma questo è un altro discorso.

Claudio Salerno, I C

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