Un pianeta che non dovrebbe esistere…

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Recentemente è stato individuato un nuovo pianeta enorme, grande come giove, la cui scoperta sembra mettere in crisi le teorie scientifiche riguardanti la formazione dei pianeti. Si chiama NTGS-1B, nome derivante dallo strumento con il quale è stato rilevato: il sistema a 12 telescopi NGTS (NEXT GENERATION TRANSIT SURVEY) dell’Eso a Paranal, in Cina, che sfrutta una tecnica molto utilizzata negli ultimi anni, il metodo del transito, che rivela le variazioni di illuminazione dovute al passaggio di pianeti in prossimità delle stelle. Dalla frequenza delle variazioni di luce dell’astro e dalla loro durata si calcolano poi il raggio orbitale e le dimensioni del pianeta. NGTS-1B, battezzato con il nome di “pianeta mostro” ruota attorno ad una stella nana rossa grande la metà del nostro sole. Questo tipo di stella è impossibile vederla a occhio nudo perché non sono brillanti e hanno generalmente una massa molto inferiore a quella del sole e proprio perché bruciano il loro combustibile molto lentamente hanno una temperatura molto bassa e una vita molto lunga,che può arrivare a diecimila miliardi di anni ( il sole può arrivare fino a dieci miliardi di anni).
Partendo dalla teoria attuale della formazione dei pianeti NGTS-1B non dovrebbe esistere, in quanto una stella di quelle dimensioni non può aver attratto cosi tanta materia da formare un pianeta cosi grande e ad una distanza così ridotta. Infatti il pianeta ha una temperatura superficiale di 530 gradi celsius e descrive un’orbita completa in 2,6 giorni. Proprio come giove è un gigante gassoso ed è stato classificato come “gioviano caldo”, una famiglia planetaria in cui i rappresentanti sono grandi almeno quanto Giove ma con circa il 20% di massa in meno. Ma a differenza di tutti i gioviani caldi questo pianeta orbita vicinissimo alla sua stella madre, ad una distanza pari al 3% di quella tra Terra e Sole.
La sfida degli scienziati è di capire se NGTS-1b è un caso isolato o se invece questi sistemi planetari, composti da un gigante di gas e una stella nana, sono comuni nella galassia.
Un’ipotesi che potrebbe spiegare questo singolare duetto è la stessa formulata da alcuni scienziati sulla formazione di Giove: si ritiene infatti che il più grande pianeta del Sistema Solare potrebbe essere una “stella mancata”. Durante la nascita del nostro sistema, i gas si sono condensati attorno a quello che poi sarebbe stato il Sole e le particelle più pesanti e solide si sono unite a creare i pianeti rocciosi. Ma una parte del gas della nube primordiale che ha generato sole si è invece addensata esternamente, dando vita a Giove, Saturno, Urano e Nettuno, cioè a tutti i giganti gassosi. La massa di Giove è però rimasta insufficiente a creare le condizioni di pressione e temperatura che innescano le reazioni termonucleari che fondono l’idrogeno e l’elio come nel Sole, facendolo risplendere. Un evento simile forse è avvenuto anche alla stella NGTS-1 durante la sua genesi: avrebbe potuto avere una compagna, formando un sistema binario stellare molto stretto (e questo spiegherebbe l’orbita ravvicinata del pianeta NGTS-1b rispetto la sua stella), ma l’altra possibile stella non si è accesa ed è ora il pianeta gassoso osservato dai telescopi dell’Eso.
Ludovico Zarrelli

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